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Un sonno disturbato è uno dei più tipici sintomi della fibromialgia. Quasi nessun paziente ne viene risparmiato. Un cattivo sonno non solo genera stanchezza , ma rafforza anche i dolori. Si arriva presto al circolo vizioso poco sonno - più dolore-ancora meno sonno. Cosa fare?
I sonniferi servono a poco: nel giro di poco tempo ci si abitua, la loro efficacia si riduce, così occorre aumentare il dosaggio fino a non poterne fare più a meno. E non è detto che questo favorisca un buon sonno: i sonniferi riducono le fasi veramente riposanti del sonno, così che al mattino dopo vi sentite stanchissimi anche se siete riusciti a dormire qualche ora.
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Non “costringete” il sonno: è figlio della libertà, se non viene da solo non sarà costringendosi a stare a letto che lo otterrete . Otterrete solo di associare il letto al timore di non riuscire a trovare riposo, il che genererà un’altra notte senza sonno. Se nel giro di un tempo ragionevole, per esempio una ventina di minuti, non vi siete addormentati, alzatevi!
La qualità del sonno dipende anche da quello che avete fatto durante la giornata. Un po’ di attività fisica (vedi) una sauna o un bagno caldo, favoriscono il sonno. Non andate a dormire subito dopo aver mangiato: la digestione richiede alcune ore, in stato di veglia! Quanto tempo debba passare, dipende da quello che avete mangiato; tre ore sono una media ragionevole. Un suggerimento: i carboidrati complessi (pane integrale, patate o pasta integrale favoriscono il rilascio di serotonina, e dopo averli mangiati si dorme meglio che non dopo avere mangiato salumi o carne.
Una tisana la sera (luppolo, melissa o valeriana) e la lettura di un libro non troppo eccitante possono aiutare a prendere congedo dalla giornata. Quanto alla TV, i film gialli o pieni di suspence non sono l’ideale per chi ha il sonno difficile!
L’alcool aiuta a dormire? É solo un’illusione. Ha un’azione prima eccitante, poi rilassante, ma solo in forti dosi, ma l’effetto sedativo dura poco, e vi ritrovate sveglissimi di prima mattina. Per non parlare dei danni al fegato…
Anche le sigarette non aiutano il sonno, per cui se avete sempre pensato di smettere di fumare forse questo è proprio il momento buono.
Solo quando questi suggerimenti non hanno portato nessun miglioramento, ci si può rivolgere a un aiuto farmacologico, meglio se naturale perché non dà alcun danno. Valeriana, luppolo, melissa e fiore della passione sono usati da secoli per favorire il sonno. Attenzione: la maggior parte dei preparati in commercio hanno dosaggi troppo bassi, inefficaci nel nostro caso. La valeriana, ad esempio, deve essere presa in ragione di circa 2-3 grammi per mostrare un qualche effetto.
Ci sono situazioni in cui è semplicemente indispensabile dormire per quella notte (un esame, un impegno importante di lavoro ecc.). Solo in quel caso si può ricorrere a un sonnifero (o tranquillante: diazepam, (Valium) o Temazepam ) , ma è importante ricordare che si tratta di una soluzione temporanea.