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E' colpa degli ormoni? E' colpa degli ormoni? E´colpa degli ormoni?


E' colpa degli ormoni?

Ricercando le possibili cause della fibromialgia si è considerata anche l’ipotesi che la “colpa” potesse essere degli ormoni. Con questo termine non intendiamo indicare gli ormoni sessuali ma quelli che, nel cervello, svolgono il compito di trasmettere i segnali: i cosiddetti neurotrasmettitori. Fra di essi la serotonina riveste un ruolo di primo piano. Si tratta di un neurotrasmettitore che passa l’eccitazione da un neurone al successivo. Altri ormoni sono, ad esempio, la noradrenalina, parente dell’adrenalina, ormone dello stress.

 

La serotonina viene rilasciata dal neurone eccitato nello spazio tra un neurone e l’altro e si trasferisce nel successivo dove approda su recettori specializzati; il contatto della serotonina con il recettore produce l’eccitazione del nervo. Appena portato a termine il proprio compito, la serotonina viene recuperata (“ricaptata”) dal nervo d’origine, nello stesso punto da cui era partita; per questo il fenomeno si chiama “ricaptazione della serotonina”.

 

Nel paziente fibromialgico questa sostanza trasmettitrice si trova in quantità ridotta, cosa che compromette la trasmissione dell’impulso e che comporta diverse conseguenze, perché la serotonina è necessaria, tra l’altro, anche allo stomaco e all’intestino, al cervello e alle piastrine del sangue, dov’è responsabile di diverse funzioni di controllo. Una di queste funzioni è la regolazione dell’irrorazione sanguigna.

 

La serotonina si trova in alte concentrazioni anche nell’ipofisi e nel mesencefalo, dove influenza molte funzioni fondamentali come l’umore e i ritmi del sonno. Oltre ad agire sul sistema nervoso, la serotonina agisce anche sui vasi sanguigni e su moltissimi altri organi. Il livello di serotonina dipende da molti fattori: attività fisica e luce solare, ad esempio, ne aumentano la produzione. Diversi studi hanno rilevato una riduzione della concentrazione della serotonina sia nel cervello che nel sangue del paziente fibromialgico.

 

Che significa questo? Potrebbe essere la spiegazione, tanto cercata, della fibromialgia? Purtroppo no. La serotonina agisce su numerose, differenti parti del cervello e quindi influenza la persona in modo aspecifico. I trasmettitori influenzano anche il cosiddetto sistema limbico che regola elementi fondamentali dell’esistenza come o il sonno, l’umore, l’appetito, il dolore, la temperatura corporea, il livello di vigilanza e diverse altre funzioni del sistema immunitario.

 

Le variazioni del quadro della serotonina, quindi, agiscono globalmente sull’intera condizione della persona; in alcune malattie, come la depressione o la sindrome del colon irritabile, questo si verifica in maniera evidente. Alcuni ricercatori, quindi, si chiedono se la fibromialgia non costituisca piuttosto un’intera famiglia di malattie caratterizzate da alterazioni dell’equilibrio dei neurotrasmettitori. La serotonina non è che uno dei tanti ormoni coinvolti.

 

Nel paziente fibromialgico alcuni trasmettitori si riscontrano in quantità inferiore alla norma, altri in quantità superiore, cosa che sbilancia l’intero sistema di regolazione del sistema nervoso e genera una quantità di sintomi differenti, poiché può influenzare anche alcune ghiandole come l’ipofisi o la tiroide. A causa della quantità di sistemi coinvolti, si parla di una malattia “psico-neuro-endocrino-immunologica”. Con questa parolona si vuole indicare la presenza di determinate alterazioni che influenzano direttamente il sistema nervoso, quello ormonale, quello “difensivo” (immunitario) e anche la psiche.

 

Eppure, come già detto, questi processi si instaurano anche nell’insorgenza di molte altre malattie. Al di là di ciò, non sappiamo ancora come si arrivi a una riduzione dei trasmettitori. Fra l'altro non è detto che l’insorgere della malattia coincida con una diminuzione di queste sostanze: può anche darsi che questa sia solo la conseguenza di un processo ancora sconosciuto, oppure di fattori psichici.

 

Su questo processo però si può intervenire con farmaci che agiscono sul ricambio della serotonina.